Umidità & Condensa … spiegate a Leonardo, mio figlio.
Ho ricevuto molte segnalazioni da parte di imprenditori che non avevano molto chiaro il concetto di condensa.
Forse, bisognerebbe dire che alcuni dei loro interlocutori hanno chiesto quali garanzie ci possano essere, usando il Carbon ED SYSTEM, che la condensa non si crei.
Purtroppo, sono caduti nella rete tesa da chi si avventura a parlare di cose che non conosce.
Bisogna fare un po’ di chiarezza.
Non ho certo la presunzione di togliere ogni dubbio ma, rivolgendomi a mio figlio che ha tredici anni, non corro il rischio di urtare la suscettibilità di alcuno.
Almeno, lo spero!
Leonardo: Come si crea l’umidità all’interno delle case?
Dario: L’origine può essere di diversa natura:
- Può dipendere semplicemente da infiltrazioni d’acqua meteorica provenienti dal tetto.
- Possono esserci discontinuità nel paramento esterno, stuccature non più idonee tra mattoni o pietre, cavillature o distacchi degli intonaci, tali situazioni favoriscono vie di entrata dell’acqua meteorica all’interno della struttura muraria.
- A volte si crea una forte umidità, semplicemente a causa di rotture, più o meno significative, di tubazioni idrauliche presenti nelle murature. Pluviali, impianti idrici e di riscaldamento sono i maggiori imputati.
- E’ possibile che sia causata dalla risalita capillare dalle fondazioni, attraverso le porosità esistenti nei materiali da costruzione. Nei locali interrati, non va esclusa la possibilità di avere infiltrazioni a causa di una scarsa o inadeguata impermeabilizzazione e o mancanza di sistemi di drenaggio dei terrapieni.
- L’aria che normalmente respiriamo ha, di per se, una percentuale di umidità che varia in ragione della temperatura, della pressione atmosferica ed in generale del clima.
- Mettere i “panni” ad asciugare in casa è un comportamento che aumenta significativamente la quantità di acqua all’interno della casa.
- Alcuni, i meno preparati, arredatori, suggeriscono di mettere cappe con filtri, senza collegamento con l’esterno, in modo da porre i “fuochi” in qualunque posizione del locale adibito alla preparazione dei cibi. E’ pura follia! Soltanto chi cucina, sa che il livello di acqua all’interno della pentola si abbassa via via che il tempo passa, fino ad arrivare a far evaporare tutto il liquido. Questi geni dell’arredamento, dove credono che vada quell’acqua? La Signora Maria lo sa, loro, probabilmente, no! Confondere i filtri per i cattivi odori con la possibilità di far espellere l’umidità all’esterno è un errore tremendo!
- Fare la doccia e, magari, anche tenere aperta la porta del bagno, diffonde in tutte le stanze una gran quantità di acqua. Il bagno, come la cucina, deve avere una sua conduttura verso l’esterno, per garantire una espulsione dell’umidità in eccesso.
- La presenza di piante d’appartamento, genera umidità.
- Vivendo all’interno dei locali, anche solo respirando, qualunque essere vivente, crea o, meglio, cede umidità all’ambiente.
L.: Che relazione c’è tra umidità e condensa, quando c’è umidità, si forma sempre la condensa?
D.: Così posta, la domanda non ha senso. Nell’aria c’è sempre una percentuale di vapore acqueo, per questo si parla di umidità relativa. Per avere una sensazione di comfort ambientale, questa percentuale deve essere vicina al 50%. La condensa si forma quando l’umidità relativa arriva al 100%, in altre parole quando l’aria è satura di acqua.
L.: La quantità di acqua all’interno del locale, varia con il variare della temperatura interna?
D.: La quantità dipende dalle cause che abbiamo visto prima, ricordi? La quantità di acqua (sotto forma di vapore acqueo) è un valore assoluto e non cambia in funzione della temperatura dei locali. Quello che cambia è la percentuale di umidità presente, rispetto al volume d’aria.
L.: Spiegati meglio, sento che sto per capire, finalmente, questo concetto ma mi sfugge ancora qualcosa.
D.: Come sempre accade, cercando di divulgare il più possibile, si incorre in qualche inesattezza ma forse ho da offrirti una visualizzazione efficace del fenomeno:
Immagina di essere all’interno di un locale, diciamo, la tua stanza. Ipotizziamo di aver creato, in un modo o nell’altro, 10 litri di acqua (sotto forma di vapore acqueo) ed avere una temperatura di 23°C, con un igrometro, notiamo che l’umidità relativa è del 50%.
In questa situazione, le particelle di vapore, presenti nella miscela di aria della tua stanza, muovendosi in tutte le direzioni n modo frenetico, si allontanano le une dalle altre.
Pensa ad una folla di persone quando, all’ora di punta, ognuna sta andando al lavoro. Sono tante ma, muovendosi freneticamente, non riescono nemmeno a scambiarsi due parole. Anche se accade in inverno, non hanno freddo perché muovendosi si scaldano e si allontanano le une dalle altre.
Torniamo, per un attimo, nella tua camera, in queste condizioni, hai una bella sensazione di comfort.
L.: Ok, questo mi è chiaro, vai avanti.
D.: Immaginiamo adesso di abbassare la temperatura della stanza, diciamo a 20°. La quantità di acqua (sotto forma di vapore acqueo) è sempre di 10 litri. Non potrebbe essere altrimenti perché le condizioni che creano umidità sono le stesse di prima.
Dando una rapida occhiata all’igrometro, ci accorgiamo che l’umidità relativa è salita al 75%. La temperatura scende e l’umidità relativa sale. Ricorda bene questo concetto.
In questa nuova situazione, le particelle di vapore, esattamente lo stesso numero di prima, si muovono molto più lentamente.
Vediamo cosa accade alla folla di prima. Tutte le persone, esattamente lo stesso numero di prima, si muovono più lentamente, direi quasi impacciate, a causa del freddo che cominciano a sentire. Inevitabilmente, tenderanno a stare vicine le une alle altre. Ci saranno zone in cui si troveranno poche persone, quasi per sbaglio, e zone in cui la concentrazione sarà molto elevata. Nella stanza, ci saranno zone dove si starà ancora bene e altre dove si comincia a sentire un certo disagio.
L.: Ci sono, in quelle zone, l’umidità relativa è aumentata!
D.: Esattamente!
Andiamo avanti.
Abbassiamo ancora la temperatura della stanza, portiamola a 17°C.
L.: La quantità d’acqua è sempre di 10 litri, vero?
D.: Certo, sotto forma di vapore acqueo.
Guardando l’igrometro, vediamo che l’umidità relativa è salita al 100%.
L.: Ma il professore mi ha insegnato che, al 100% di umidità relativa, il vapore condensa e l’acqua torna allo stato liquido, è questo che mi vuoi dire?
D.: Hai capito perfettamente!
Guardando la nostra folla, ci accorgiamo che non si muove più nessuno o quasi, in alcune zone, alla periferia del gruppo più numeroso, qualche spazio e qualche movimento c’è ancora ma, credimi, sarà così ancora per poco.
L.: Mi aspetto che tu mi dica che si sono radunati nei posti più freddi, è così, vero?
D.: Hai visto che è semplice!
Si, si sono radunati li, perché è il freddo che blocca i loro movimenti. Finché hanno forza, cercano di stare lontano, poi, inesorabilmente, rallentano fino a fermarsi.
Nella tua stanza avviene lo stesso fenomeno. Nei vetri, negli angoli, nella parete a nord, dietro ai pilastri in cemento armato.
L.: Ma nella mia stanza si sta benissimo e non abbiamo nemmeno il riscaldamento!
D.: Stiamo facendo solo un esempio, la nostra è una casa passiva ma non possiamo essere egoisti ed è importante che tutti vivano in una casa con queste caratteristiche.
L.: Scusa, mi è venuta un’idea: si potrebbe usare un ventilatore?
D.: Certamente, si potrebbero fare tante cose. Muovere l’aria con un agitatore farà stare lontano tra loro le particelle di vapore ma il comfort, per te che devi vivere in quell’ambiente, non sarà il massimo, ti sembrerà di essere in una moto!
L.: Si sente parlare di deumidificatore, che ne dici?
D.: Andare a ridurre quei famosi 10 litri è una possibilità, così si riduce la concentrazione, è un po’ come mandare dei pulmini a prendere quelle persone dell’esempio e imbarcarle forzatamente verso un altro posto. Si può fare, costa ma si può fare!
L.: Non mi sembri entusiasta, non è la migliore soluzione, vero?
D.: Tutto quello che è dispendio di energia non mi piace. La cosa più semplice e la più conveniente è non abbassare la temperatura, avendo fatto il possibile per limitare la formazione di vapore acqueo all’interno del locale.
L.: Ma tenere sempre il riscaldamento acceso costa molta energia!
D.: Non sarò certo io a dire di tenere acceso il riscaldamento. L’importante è avere una ottima coibentazione termica, sia sul lato esterno del muro sia su quello interno.
L.: Finalmente ho capito, hai fatto un esempio chiaro e semplice. Prova a complicarlo un pochino, così che possa dirlo al professore e farci una bella figura.
D.: Le cose semplici sono le più efficaci, spesso quando senti parlare in modo difficile, con termini a te sconosciuti, vuol dire che chi ti sta parlando non ha ben chiaro il concetto che ti sta spiegando.
Comunque, se è per farti prendere un bel voto … ci provo:
Dalla fisica, si sa che il calore e il movimento allontanano tra loro le particelle. Avendo stabilito che la quantità di vapore acqueo non è variabile in ragione della temperatura ma dipende dalle cause di formazione ( infiltrazioni, piante, persone, docce, pentole sul fuoco, ecc.).
Mettendo insieme questi due aspetti ed associandoli alla dimensione fisica del locale, arriviamo intuitivamente a capire che, in un volume d’aria a 23°C di temperatura, le particelle di vapore acqueo, sono in rapido movimento e sufficientemente lontane le une dalle altre.
Diremo che le particelle di vapore lasciano tra loro uno spazio vuoto pari al 50%.
La percentuale del volume d’aria occupata dal vapore acqueo è l’umidità relativa e questa è al 50%.
Via via che la temperatura diminuisce, diciamo a 20°, la quantità di particelle rimane, ovviamente, la stessa ma il loro movimento diminuisce e quindi anche la loro vicinanza si è drasticamente ridotta.
A questo punto, in quel volume d’aria, gli spazi liberi si sono drasticamente contratti e il volume occupato dalle particelle di vapore acqueo è arrivato ad essere il 75% di quello disponibile.
Abbassando ulteriormente la temperatura, immaginiamo a 17°C si arriva facilmente al punto in cui, il movimento è quasi nullo e la vicinanza tra le particelle di vapore acqueo è tale da farsì che avvenga la condensazione del gas (vapore acqueo) in liquido (l’acqua).
Siamo al 100% di umidità relativa!
Se siamo nella stanza, vediamo l’acqua (liquida e non più sotto forma di vapore) depositarsi nei punti più freddi. I vetri, gli angoli, le pareti a nord, questi punti sono chiamati ponti termici. Proprio perché fanno da ponte tra l’interno e l’esterno.
L.: Adesso mi aspetto che tu mi dica che con il Carbon ED SYSTEM esistono pochi ponti termici, mi sbaglio?
D.: Si, ti sbagli, è stato il primo aspetto che abbiamo cercato e tutti sanno che nessun ponte termico si crea con il nostro sistema!
L.: Quindi, se ho capito bene, per non avere condensa alle pareti è sufficiente avere una temperatura adeguata.
D.: Certo, la temperatura e il movimento dell’aria, i due aspetti sono molto legati tra loro, evitano o favoriscono la condensazione del vapore acqueo. Il fatto che esista una certa quantità di vapore anziché un’altra, dipende invece dai molti fattori di cui parlavamo prima.
L.: Ho sentito a scuola il professore dire che un bel muro traspirante, evita la formazione di condensa. Adesso, da quel che mi hai spiegato, ho capito che non centra niente, mi sbaglio?
D.: No, non ti sbagli per niente. La traspirazione delle murature può smaltire meno dell’1% del vapore acqueo interno ai locali. Non è colpa del tuo insegnante, a lui avranno detto così e magari si è dedicato ad altri aspetti e non ha avuto modo di ragionarci in modo approfondito. Non usare questo pretesto per non studiare più, la cultura è la base del successo e la curiosità è la base della cultura.
L.: Tutti i motivi sono validi per spingermi a studiare!










