Cari amici,
riprendo a scrivere dopo una pausa piuttosto lunga.
Spero ci sia ancora qualcuno interessato alle mie considerazioni.
Con l’articolo di oggi, vorrei riassumere il sistema di costruzione che ho ideato e che negli anni si è evoluto.
L’obiettivo è quello di far conoscere ai nuovi amici le caratteristiche peculiari del sistema ed ai vecchi “in senso buono” alcune interessanti novità.
Ho deciso di farlo con un’impostazione nuova, limitando le parole e privilegiando le immagini.
Questo primo incontro lo riserviamo alle fondazioni isolate, adatto per le case a risparmio energetico ma anche a quelle “normali” vista la velocità di esecuzione e l’assenza di attrezzatura necessaria.
Buona visione e…
Ci sentiamo dopo.
A presto, Dario
Se ho ben capito il Vs. sistema è alternativo al vespaio areato (in pratica non si utilizzano più igloo o granchi che dir si voglia).
Ma come si evita la risalita dell’umidità dal terreno visto che l’eps ha un mu relativamente basso,
variabile da 50 a 100?
Infine, che densità hanno i pannelli di eps posati nella fondazione e quelli utilizzati nelle pareti?
Grazie
Grazie ing. Guidi, per aver dedicato il suo tempo alle nostre considerazioni.
In effetti, il sistema costruttivo delle fondazione, fa un passo in avanti: isola termicamente ed offre una barriera alla risalita capillare dell’acqua.
Come ben ricorda lei, nel suo intervento, l’EPS si comporta come materiale essenzialmente anigroscopico. L’acqua nel sottosuolo non è presente, normalmente, sotto forma di vapore acqueo e la struttura a celle chiuse non permette alcuna risalita. In verità, in situazioni di controspinta particolari ciò può non essere sempre vero ma nella stragrande maggioranza dei casi il risultato è ottimo. La traspirazione del vapore acqueo è, ovviamente, cosa diversa ed interessa le parti in elevazione.
La densità dell’EPS utilizzato è maggiore di 40 Kg/mc per i pannelli di sottofondazione e 30 Kg/mc per i casseri.
A presto, Dario
mi piacee e’ un bun sistema,vorrei sapere quanto costa al mq.