Cari amici,
eccoci arrivati al secondo capitolo, della serie “come costruire una casa a risparmio energetico”. Devo dire che la risposta alla prima parte, riservata alla fondazione isolata, ha avuto un riscontro notevolissimo. Nel mio piccolo, abbiamo registrato un numero di visite veramente lusinghiero, tanto da convincermi di essere sulla strada giusta.
Speriamo di non rovinare tutto con questa seconda parte.
Oggi ci occupiamo delle murature portanti, non solo intese come setti di cemento-armato ma anche come pareti estese debolmente armate. A seconda della conformazione del progetto architettonico, può venir deciso di progettare le strutture in un modo o nell’altro.
Per ora mi fermo qui… buona visione.
A presto, Dario
Sbaglio o possiamo dire che con questo sistema è definitivamente risolto il problema della formazione di ruggine sulla superficie dei ferri dell’armatura non sufficientemente protetti dal cemento?
Caro Ing. Gilli,
all’alba dei miei anni, ho imparato che nella vita di definitivo c’è poco. Non so se l’ossidazione dei ferri venga annullata del tutto ed in via definitiva, sinceramente non lo so. Di certo, creando un ambiente protetto, il metallo ma anche il calcestruzzo, ottimizzano le proprie prestazioni e le mantengono pressochè inalterate nel tempo. Se poi ciò avvenga in via definitiva, intendendo i 100 anni immaginati per la vita media di una struttura, penso proprio che sia così.
Tutto questo è importantissimo ma non tralasciamo l’aspetto del comfort che si raggiunge all’interno dell’edificio, unito al forte risparmio energetico. Il tutto, in un unico passaggio, risparmiando tempo e denaro, molto tempo e molto denaro.
sono ogni giorno più stupefatto. non vedo l’ora di iniziare questa avventura con Voi…
Gentile Architetto,
la ringrazio per le belle parole e spero che i suoi splendidi progetti possano presto sposarsi con la nostra tecnologia.
Grazie per l’attenzione che mi ha riservato, Dario